Produzione

La coltivazione dell’olivo nelle terre tarantine ha origini antichissime. I Messapi per primi praticarono l’olivicoltura nel primo millennio a.C. e l’avvento delle colonizzazioni greche e fenicie favorì un ulteriore sviluppo della coltivazione in tutta la zona perfezionandone anche le tecniche.

Le remote origini sono ancora visibili in queste terre dove, non è difficile scorgere antiche macine e presse. Queste tradizioni secolari sono testimoniate anche nel Museo nazionale archeologico di Taranto, ove sono gelosamente custoditi crateri ed anfore con disegni raffiguranti scene mitologiche in cui l’olivo è protagonista.

La lavorazione dell’olio Evo Pujje ripercorre tecniche tramandate per generazioni, facendo tesoro degli insegnamenti delle tradizioni ataviche di olivicoltura nel rispetto degli standard qualitativi e igienico-sanitari moderni.

La raccolta tra ottobre e novembre, nella fase di invaiatura dei frutti, fa si che si verifichi il maggior accumulo di componenti aromatiche e di polifenoli, ottimale per ottenere un olio di alta qualità, dal profumo e dal sapore inconfondibile.

La molitura avviene entro quattro/sei ore dalla raccolta, mantenendo così la naturale freschezza; l’olio estratto, viene quindi conservato in cisterne di acciaio inox, protette da un sistema di gas inerte – azoto – in un ambiente a temperatura controllata.

La conoscenza delle tecniche di raccolta e lavorazione del mastro oleario di Pujje, che vanta una grande passione ereditata ed un’esperienza acquisita in anni di formazione e lavoro, rende questo olio custode dell’amore con cui viene creato.